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Le buchette del vino di Firenze

Curiosità e folklore, Storia di Firenze

Piccole porte ad arco al piano terra dei palazzi, da cui per secoli i fiorentini hanno comprato il vino. Ti racconto come funzionavano, cosa c’entra la peste e dove trovare le buchette originali e quelle che oggi servono di nuovo da bere.

Ilaria Billeri

buchette del vino a FIrenze

Chi visita Firenze arriva di solito con una lista precisa in testa: il Duomo, gli Uffizi, Ponte Vecchio, il David all’Accademia. Negli ultimi anni a questa lista se n’è aggiunta un’altra voce, molto più piccola, che rimbalza tra social e guide di viaggio: le buchette del vino.

Le buchette del vino sono piccole aperture ad arco ricavate nei muri dei palazzi del centro storico, al piano terra e quasi sempre accanto al portone. Hanno una cornice di pietra, uno sportello di legno e sono grandi quanto basta per far passare un fiasco. Per secoli le famiglie nobili fiorentine le hanno usate per vendere ai passanti il vino prodotto nelle loro tenute di campagna senza passare dagli osti.

L’associazione Buchette del Vino, che dal 2015 le cerca e le cataloga, ne ha contate 161 nel centro storico e 27 fuori dalle antiche mura. Molte oggi sono murate o chiuse da decenni. Altre invece hanno ripreso a funzionare: bar e ristoranti le hanno riaperte per servire vino e spritz direttamente in strada, e davanti alle più famose si fa la fila!

Durante le mie passeggiate sono uno dei dettagli su cui mi fanno più domande. Ti racconto come funzionavano, cosa c’entra la peste del Seicento, dove trovare quelle originali e quali servono ancora da bere oggi.

Come funzionava la vendita del vino dalla buchetta

Dietro ogni buchetta c’era un piccolo locale al piano terra del palazzo, collegato alla cantina dove la famiglia teneva le botti arrivate dalla campagna. Nelle ore di vendita un servitore restava lì ad aspettare i clienti.

Chi voleva comprare il vino si presentava davanti al palazzo con il proprio fiasco vuoto e bussava allo sportello. Il servitore apriva, prendeva il fiasco, lo riempiva in cantina e lo restituiva attraverso la stessa apertura, incassando le monete. Non c’era bisogno di entrare nel palazzo né di parlare con i padroni di casa: tutto passava da quella piccola finestra nel muro.

Il vino si comprava per portarlo a casa e berlo a tavola, insieme al pane e a quello che c’era da mangiare. Il calice bevuto in piedi davanti al palazzo, come lo vedi oggi nelle foto sui social, è un’abitudine nata soltanto negli ultimi anni.

Nei documenti antichi le buchette compaiono anche con il nome di tabernacoli del vino. Il nome viene dalla cornice in pietra serena, liscia o lavorata a bugne come la facciata del palazzo, che ricorda quella dei tabernacoli con le immagini sacre agli angoli di tante strade fiorentine.

Su alcune buchette c’è ancora la lapide che indicava gli orari di vendita. Il vino infatti non si vendeva a qualsiasi ora del giorno, e gli orari cambiavano tra la stagione fredda e quella calda: chi arrivava tardi trovava lo sportello chiuso e doveva tornare il giorno dopo.

Perché i nobili fiorentini vendevano il vino dalla finestra di casa

Nel Cinquecento le grandi famiglie fiorentine, che avevano costruito la loro ricchezza con il commercio della lana, della seta e con le banche, cominciarono a investire sempre di più nella terra. Comprarono ville e poderi sulle colline intorno a Firenze, dove si producevano olio, grano e soprattutto vino.

Quel vino arrivava in città e andava venduto. Si racconta che siano stati i Medici a concedere alle famiglie nobili il permesso di venderlo direttamente dai loro palazzi, al minuto, senza passare dalle osterie e dai vinai. Quale granduca abbia dato questo permesso, e in che anno, è una questione su cui le versioni non coincidono, e un documento preciso che lo dica non è mai saltato fuori.

L’abitudine però si diffuse molto. Le buchette compaiono sui palazzi di quasi tutte le grandi famiglie del centro, e tra i nomi legati a questa vendita ci sono gli Antinori, i Frescobaldi e i Ricasoli, famiglie che il vino lo producono ancora oggi.

C’è poi una storia che si racconta spesso durante i tour. Si dice che dalle buchette dei palazzi più ricchi, ogni tanto, si lasciasse un po’ di pane o un fiasco di vino per chi non poteva permetterselo, così che potesse prenderlo senza farsi riconoscere. È un racconto che piace molto, ma finora nessun documento lo ha mai davvero confermato.

Durante la peste del 1630 le buchette servivano a evitare il contagio

Tra il 1630 e il 1633 Firenze fu colpita da un’epidemia di peste che fece migliaia di morti. Lo storico fiorentino Francesco Rondinelli raccontò quegli anni in una relazione pubblicata nel 1634, e in un passaggio descrive proprio i venditori di vino che servivano i clienti attraverso uno sportello nel muro, senza farli entrare e senza avvicinarsi a loro.

Anche il denaro passava dalla stessa apertura, con qualche precauzione in più. Secondo Rondinelli, prima di toccare le monete i venditori le lavavano con l’aceto, che allora si considerava un buon disinfettante. È una delle testimonianze scritte più antiche sull’uso delle buchette, e ci dice che i fiorentini le usavano già allora per tenere le distanze.

Quasi quattrocento anni dopo è successa una cosa molto simile. Nella primavera del 2020, durante la pandemia di Covid, alcuni locali del centro che avevano una buchetta originale l’hanno riaperta per servire vino, caffè e gelato senza far entrare i clienti. Le foto di quei bicchieri passati attraverso il muro sono finite sui giornali di mezzo mondo, dalla CNN allo Smithsonian Magazine. È da lì che è cominciata la fama delle buchette tra i turisti.

Nel Novecento la maggior parte delle buchette fu murata

Con il passare del tempo le cose cambiarono. Il vino si cominciò a comprare in bottiglia, nei negozi e nelle fiaschetterie, e le famiglie nobili smisero di venderlo dal palazzo. Le buchette persero la loro funzione e molte vennero murate, oppure trasformate in cassette per la posta o per le offerte.

Il colpo più duro arrivò nel novembre del 1966, con l’alluvione dell’Arno. L’acqua e il fango riempirono i piani terra dei palazzi del centro, e molti sportelli di legno andarono perduti per sempre. Per decenni le buchette rimasero lì, sulle facciate, senza che quasi nessuno sapesse più a cosa fossero servite.

A ridare loro un’identità ci ha pensato l’associazione Buchette del Vino, nata a Firenze nel 2015. I suoi soci le hanno cercate palazzo per palazzo, fotografate e schedate, e hanno ricostruito la loro storia attraverso documenti e testimonianze. Oltre a quelle di Firenze ne hanno trovate un centinaio in altre città della Toscana. Accanto a molte buchette originali del centro oggi trovi una piccola targa dell’associazione, che le segnala e ne racconta in breve la storia.

Dove vedere le buchette del vino originali a Firenze

Per vedere una buchetta del vino non serve metterti in fila davanti a un locale. Basta camminare per il centro storico facendo caso al piano terra dei palazzi nobiliari, soprattutto vicino ai portoni. Ti indico le zone dove ne trovi di più, e alcune delle più belle.

Via del Giglio e via del Sole, vicino a Santa Maria Novella

Nella zona di Santa Maria Novella ci sono due delle buchette meglio conservate di Firenze. Quella di via del Giglio, a pochi passi dalle Cappelle Medicee, ha ancora la cornice intatta e, poco distante, la lapide con gli orari di vendita. Quella di via del Sole è in una strada tranquilla a pochi minuti a piedi dalla piazza di Santa Maria Novella.

Palazzo Antinori e via delle Belle Donne

Palazzo Antinori si affaccia sulla piccola piazza in fondo a via Tornabuoni, una delle strade dello shopping di lusso fiorentino. La sua buchetta è sul fianco del palazzo, in via del Trebbio, e appartiene a una delle famiglie più antiche del vino toscano: gli Antinori producono vino da oltre seicento anni, e le loro cantine nel Chianti sono una delle tappe del mio tour enogastronomico nel Chianti fiorentino.

Da qui in due minuti arrivi in via delle Belle Donne, dove si trovano altre buchette, tra cui una delle più fotografate della città. Di questa strada e del suo nome ho parlato anche in Perché le vie di Firenze si chiamano così?.

Via dei Servi e via dell’Oriuolo, dietro al Duomo

Alle spalle del Duomo, tra via dei Servi e via dell’Oriuolo, c’è una zona meno affollata dove le buchette storiche sono numerose. Nessuna di queste serve più da bere, ma passeggiando qui capisci quanto la vendita del vino dai palazzi fosse diffusa nella Firenze di qualche secolo fa.

Santa Croce e i palazzi intorno alla piazza

Anche intorno a piazza Santa Croce i palazzi nobiliari conservano molte buchette originali, soprattutto in via Verdi, borgo dei Greci e via dell’Anguillara. Puoi cercarle prima o dopo una visita guidata alla basilica di Santa Croce, che si trova proprio in fondo alla piazza.

Via Santo Spirito, in Oltrarno

Dall’altra parte dell’Arno, via Santo Spirito è un buon punto di partenza. Ai numeri 29 e 31, sulla facciata di Casa Manetti, c’è una buchetta originale con la sua cornice in pietra. Pochi passi più avanti trovi quella di Babae, che oggi serve di nuovo da bere. Da qui puoi proseguire verso piazza Santo Spirito e via dei Serragli, dove sui palazzi ne trovi altre.

Le buchette del vino dove oggi puoi bere un calice

Le buchette che servono da bere oggi sono poco più di una decina. Appartengono a ristoranti, osterie, enoteche e bar che hanno riaperto la buchetta del loro palazzo e la usano come un piccolo bancone sulla strada. Gli orari cambiano spesso, a seconda della stagione e del locale, quindi ti consiglio di controllarli prima di andare. Ecco quelle che trovi, divise per zona.

In centro

L’Osteria Belle Donne, in via delle Belle Donne 16 rosso, è probabilmente la buchetta più fotografata di Firenze, con la sua cornice coperta di fiori. Proprio per questo c’è quasi sempre la fila, soprattutto nel tardo pomeriggio. Poco distante, in via dei Palchetti 6 rosso, la Fiaschetteria Il Latini ha la sua buchetta accanto all’ingresso: è nata come vinaio ed è diventata poi una delle trattorie più conosciute della città. Se cerchi altri indirizzi per la cena, ho raccolto qualche consiglio su dove mangiare tipico a Firenze.

In piazza degli Strozzi, sul lato del palazzo che guarda via degli Anselmi, c’è la buchetta dello Strozzino, gestita dal Café Odeon. È un po’ nascosta e di solito molto più tranquilla delle altre. Dietro al Duomo, in via de’ Pucci, la Cantina de’ Pucci ha riaperto la buchetta del palazzo della famiglia Pucci.

In Oltrarno

Babae, in via Santo Spirito 21 rosso, è stata tra le prime a tornare in funzione, e oggi è una delle più conosciute. La sua fama è cresciuta ancora dopo la puntata dedicata a Firenze del programma di Stanley Tucci sulla cucina italiana. Oltre al classico rosso e bianco, qui trovi anche qualche vino meno comune.

A pochi minuti a piedi, in via dei Serragli 47, c’è la Fiaschetteria Fantappié, un piccolo vinaio con qualche tavolo all’aperto. Andando invece verso Ponte Vecchio, l’Osteria De’ Bardi in via de’ Bardi 25 rosso ha inaugurato la sua buchetta nel 2025, con il riconoscimento ufficiale dell’associazione.

A Santa Croce

Il Ristorante Pietrabianca ha la sua buchetta in piazza dei Peruzzi 5 rosso. La piazza ha una forma curva perché segue il perimetro dell’antico anfiteatro romano di Firenze, sui cui resti sono stati costruiti i palazzi intorno. Vicino alla basilica, in borgo dei Greci 1 rosso, l’Osteria San Fiorenzo ha la buchetta accanto all’ingresso del ristorante.

Poco più in là, in via Isola delle Stinche 7 rosso, c’è la gelateria Vivoli, una delle più antiche della città. Qui la buchetta si usa per il gelato e il caffè. Durante il lockdown del 2020 Vivoli è stata tra le prime a riaprirla, e le foto dei suoi coni passati attraverso il muro sono girate parecchio.

Se preferisci farle con una guida

Se vuoi metterle insieme in una sola passeggiata, con la storia raccontata strada per strada e qualche calice lungo il percorso, ho pensato apposta il tour a piedi delle Wine Windows. Si parte da piazza Santa Maria Novella e si arriva a piazza Santa Croce, alternando buchette attive con degustazione di vino toscano e buchette storiche, passando da Il Latini, Belle Donne, la Cantina de’ Pucci e Vivoli. Se invece ti interessa di più la cucina fiorentina, c’è il tour enogastronomico del pomeriggio, tra botteghe storiche e assaggi di prodotti tipici.

Cosa sapere prima di ordinare da una buchetta

Le buchette che servono alcolici smettono di vendere vino alle 21, quando in centro scatta il divieto di consumare alcol in strada. Se ti piace l’idea di bere un calice dalla buchetta, quindi, organizzati per il pomeriggio o per il tardo pomeriggio.

Spesso lo sportello è chiuso anche quando il locale è aperto. Di solito accanto c’è una campanella da suonare, oppure basta bussare sul legno e qualcuno ti aprirà. Un calice costa in genere tra i 5 e i 10 euro. Alcuni locali ti danno il bicchiere di vetro con una piccola cauzione, che ti restituiscono quando lo riporti, altri usano bicchieri di plastica da portare via.

I gestori ci tengono molto: non fermarti a bere davanti alle vetrine dei negozi vicini. Resta nei pressi del locale, oppure prendi il bicchiere da asporto e fai due passi. E se c’è un po’ di fila, fai come i fiorentini e porta pazienza!

Negli ultimi anni sono comparse anche buchette nuove, ricavate nei muri da locali che volevano attirare la stessa fila di turisti. L’associazione ha chiesto più volte al Comune controlli e regole, perché queste buchette finte si confondono con quelle antiche. Per riconoscere una buchetta originale guarda la cornice in pietra, consumata dal tempo, e cerca la targa dell’associazione, che trovi accanto a molte di loro.

Le buchette raccontano la vita quotidiana della Firenze di una volta

Le buchette del vino sono uno dei dettagli che preferisco mostrare durante le passeggiate in centro. Raccontano un pezzo di vita quotidiana della città, fatta di cantine, fiaschi e servitori che aspettavano i clienti dietro un muro, e lo fanno su palazzi davanti ai quali passi comunque andando da un museo all’altro. Se hai poco tempo, molte si trovano lungo il percorso che consiglio in Cosa vedere a Firenze in un giorno.

Le avevo già citate tra i dettagli da cercare in Curiosità che puoi vedere a Firenze, zona per zona. Se ti piacciono queste storie, ne trovi altre in Leggende e curiosità nascoste di Firenze tra Duomo e Uffizi!

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