Un chilometro e mezzo, più o meno. È questa la distanza a piedi tra la stazione di Santa Maria Novella e Ponte Vecchio, passando per il Duomo e piazza della Signoria. Quasi tutto quello che hai in mente quando pensi a Firenze sta lungo questo tragitto, ed è per questo che una giornata sola, se la organizzi bene, basta per portarti a casa la città.
Faccio la guida a Firenze da anni e il giro di un giorno è quello che mi chiedono più spesso, soprattutto chi arriva in treno la mattina e riparte la sera. Qui trovi l’itinerario che consiglio io. Si fa tutto a piedi: parte dalla stazione e finisce a Piazzale Michelangelo, con la città davanti.
Se stai ancora decidendo quanto fermarti, ho scritto anche un articolo su quanti giorni servono per visitare Firenze. Qui partiamo dal presupposto che il giorno sia uno solo e lo usiamo tutto.
Prima di partire scegli un solo museo
In un giorno a Firenze c’è spazio per un museo grande, uno solo. Se ne metti due, il secondo lo vedi stanco e il resto della città lo attraversi di corsa.
Di solito la scelta è tra due capisaldi fiorntini. Alla Galleria degli Uffizi servono almeno due ore e mezza per assaporare Botticelli, Leonardo, Michelangelo e Caravaggio. La Galleria dell’Accademia si visita in circa un’ora ed è il museo del David: se sei venuto per lui, ovviamente hai già scelto.


In entrambi i casi prenota l’ingresso a orario, perché nei mesi più pieni la fila senza prenotazione può durare più della visita. Ricordati anche che tutti e due i musei sono chiusi il lunedì. Se il tuo giorno a Firenze cade di lunedì, al posto del museo sali sul Campanile di Giotto o sulla Cupola.
A chi ha un giorno solo io consiglio quasi sempre l’Accademia. Ti lascia più ore libere per camminare, e in questo itinerario è la camminata a fare la giornata.
La mattina comincia da Santa Maria Novella
Se arrivi in treno, la prima tappa ce l’hai davanti appena esci dalla stazione. Attraversa la piazza e girati verso la basilica di Santa Maria Novella: la facciata in marmo bianco e verde è quella che vedi da lontano, ed è uno dei modi migliori per entrare in città.

La facciata della basilica è opera di Leon Battista Alberti
La parte bassa della facciata è gotica, quella alta la disegnò Leon Battista Alberti e fu completata nel 1470. Il committente era Giovanni Rucellai, un mercante ricchissimo, che volle il suo nome scritto in grande sotto il timpano. Se alzi lo sguardo lo leggi ancora oggi, in latino, ben più visibile di quello di qualsiasi santo!
Dentro troverai la Trinità di Masaccio e il Crocifisso di Giotto. L’ingresso è a pagamento. Con un giorno solo io di solito mi fermo alla facciata e al chiostro esterno.
A pochi passi c’è la farmacia dei frati domenicani
In via della Scala, dietro l’angolo della basilica, c’è l’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella. I frati domenicani del convento preparavano qui erbe, unguenti ed essenze già nel Duecento, e nel 1612 la farmacia aprì ufficialmente al pubblico.

L’ingresso è libero e le sale storiche, con gli scaffali in legno e i soffitti affrescati, meritano dieci minuti anche se non compri niente.
San Lorenzo è il quartiere dei Medici
Dalla stazione bastano cinque minuti per arrivare in piazza San Lorenzo. La basilica ha la facciata in pietra grezza mai finita: Michelangelo ne aveva preparato il progetto, ma i lavori non partirono mai. Era la chiesa di famiglia dei Medici, che qui sono sepolti, nelle Cappelle Medicee sul retro.
Tutto intorno ci sono le bancarelle di pelletteria e, poco più in là, il Mercato Centrale, un grande edificio in ferro e vetro dell’Ottocento. Al piano terra trovi i banchi di carne, verdura e formaggi dove fanno la spesa i fiorentini. Il piano di sopra è pieno di banchi dove mangiare, e se passi di qui a metà mattina è il posto giusto per un caffè.

Se hai scelto l’Accademia, questo è il momento di andarci! Da San Lorenzo sono cinque minuti a piedi lungo via Ricasoli, quindi conviene prenotare l’ingresso a metà mattina e poi tornare verso il Duomo.
In piazza del Duomo decidi se salire
Da San Lorenzo, o dall’Accademia, arrivi in piazza del Duomo in pochi minuti. Qui ci sono tre monumenti uno accanto all’altro: la cattedrale di Santa Maria del Fiore con la Cupola del Brunelleschi, il Campanile di Giotto e il Battistero di San Giovanni. Davanti al Battistero c’è la Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti. Quella che vedi è una copia e l’originale è al Museo dell’Opera del Duomo, ma i pannelli dorati si leggono benissimo anche così.

Entrare in cattedrale è gratuito, anche se spesso c’è da fare la fila. Resta da decidere se salire in alto. Per la Cupola ci sono 463 gradini e serve prenotare un orario preciso. Per il Campanile i gradini sono 414, di solito c’è meno attesa e dalla cima vedi la Cupola da vicino, cosa che dalla Cupola stessa non puoi fare.
Con un giorno solo scegli una delle due, o nessuna se hai già un museo in programma. Io preferisco il Campanile, e non solo per i cinquanta gradini in meno!
Se ti incuriosiscono i dettagli che quasi nessuno nota in questa zona, ne ho raccolti alcuni in Leggende e curiosità nascoste di Firenze tra Duomo e Uffizi.
Via dei Calzaiuoli ti porta in piazza della Signoria
Dal Duomo prendi via dei Calzaiuoli, la strada pedonale che scende verso sud. Il nome viene dalle botteghe dei produttori di calze che una volta si trovavano qui. Oggi è una delle vie dello shopping, ma a metà strada c’è una sosta da non saltare.

Orsanmichele era insieme chiesa e granaio
Sulla destra, a metà via, c’è Orsanmichele, un edificio squadrato che non sembra affatto una chiesa. In origine era un mercato del grano, poi divenne la chiesa delle Arti, le corporazioni dei mestieri.
Ogni Arte mise la statua del proprio santo protettore in una nicchia esterna, e per farle chiamarono Donatello, Ghiberti e Verrocchio. Fai il giro dell’edificio: è un piccolo museo di scultura all’aperto, completamente gratuito.
Piazza della Signoria è il centro politico della città
Pochi passi dopo sbuchi in piazza della Signoria, davanti a Palazzo Vecchio, che è ancora oggi la sede del Comune. Il David all’ingresso è una copia: l’originale rimase qui fino al 1873, poi fu spostato all’Accademia per proteggerlo. Sotto la Loggia dei Lanzi trovi il Perseo di Benvenuto Cellini e il Ratto delle Sabine del Giambologna, e anche qui puoi guardare le statue da vicino senza biglietto.
L’ingresso degli Uffizi è proprio accanto alla loggia. Se hai scelto loro come museo della giornata, entra adesso e sposta il pranzo al primo pomeriggio.
A pranzo si mangia in piedi
Con un giorno solo un pranzo lungo al ristorante ti costa un’ora e mezza di città. Io consiglio di fare come molti fiorentini e mangiare qualcosa di veloce e buono.
Nella zona tra la Signoria e il Mercato Nuovo ci sono diversi chioschi del lampredotto, il panino con il quarto stomaco del bovino cotto nel brodo, condito con salsa verde. Se non te la senti, una schiacciata farcita con salumi toscani fa lo stesso lavoro.
Se invece sei passato da San Lorenzo, il piano superiore del Mercato Centrale è una buona alternativa, con tanti banchi diversi sotto lo stesso tetto.
Il pomeriggio passa da Ponte Vecchio
Dopo pranzo scendi verso l’Arno. Lungo la strada incontri il Mercato Nuovo, la loggia coperta dove un tempo si commerciavano sete e tessuti preziosi.

Il Porcellino aspetta la tua monetina
Su un lato della loggia c’è la fontana del Porcellino, un cinghiale di bronzo con il muso lucidissimo. La tradizione vuole che tu gli metta una moneta in bocca e la lasci cadere nella grata: se finisce dentro, tornerai a Firenze.
Strofinargli il naso porta fortuna, e a giudicare dal colore del muso ci credono quasi tutti!
Sul Ponte Vecchio ci sono gli orafi dal 1593
Due minuti dopo sei su Ponte Vecchio. Una volta le botteghe sul ponte erano dei macellai e dei conciatori, che buttavano gli scarti direttamente nell’Arno. Nel 1593 il granduca Ferdinando I li mandò via e al loro posto mise orafi e gioiellieri, che ci sono ancora oggi.
Sopra le botteghe corre il Corridoio Vasariano, il passaggio sopraelevato che collegava Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti. Se ti piacciono i ponti, ho raccontato la storia di tutti gli altri in I ponti di Firenze.
Una volta dall’altra parte sei in Oltrarno. Con un giorno solo non hai tempo per Palazzo Pitti, ma puoi girare a sinistra lungo via de’ Bardi e camminare verso il quartiere di San Niccolò, più tranquillo e pieno di piccoli locali.
Il tramonto si guarda da Piazzale Michelangelo
Da San Niccolò parte la salita verso Piazzale Michelangelo. Puoi prendere le Rampe del Poggi, una serie di scalinate e vialetti tra il verde, oppure salire da Porta San Miniato. Calcola una ventina di minuti a passo tranquillo. Se le gambe non ce la fanno più, i bus 12 e 13 arrivano fino in cima.

Il piazzale fu costruito tra il 1869 e il 1876 dall’architetto Giuseppe Poggi, negli anni in cui Firenze era capitale d’Italia. Al centro c’è un’altra copia del David, in bronzo. Da quassù vedi tutto quello che hai attraversato durante la giornata: la stazione in fondo, la Cupola, la torre di Palazzo Vecchio, Ponte Vecchio sul fiume. Arriva un po’ prima del tramonto, perché la balaustra si riempie presto.
Se ti avanzano ancora un po’ di energie, sali altri cinque minuti fino alla basilica di San Miniato al Monte. La vista è la stessa, ma la gente molto meno.
Con mezza giornata tieni solo il tratto centrale
Se hai solo tre o quattro ore, per esempio tra un treno e l’altro, rinuncia al museo e alle salite. Il percorso si accorcia al tratto più denso: Santa Maria Novella, piazza del Duomo, via dei Calzaiuoli, piazza della Signoria e Ponte Vecchio. Sono tutti spazi aperti, si guardano da fuori e non serve prenotare niente.
Da Ponte Vecchio alla stazione torni in una ventina di minuti a piedi. Se ti resta tempo prima del treno, fermati a San Lorenzo e al Mercato Centrale, che sono proprio sulla strada del ritorno.
In auto conviene fermarsi fuori città
Il centro di Firenze è quasi tutto zona a traffico limitato, e le telecamere agli ingressi non perdonano: chi entra senza permesso si ritrova la multa a casa qualche settimana dopo. Se arrivi in macchina, lascia l’auto fuori dal centro.
La soluzione più comoda per chi viene dall’autostrada è il parcheggio di Villa Costanza, che si raggiunge direttamente dall’A1 senza uscire al casello. Da lì la tramvia T1 ti porta vicino alla stazione di Santa Maria Novella in circa venti minuti, cioè proprio all’inizio di questo itinerario.
Se vuoi approfondire il tema puoi leggere la mia Guida su dove parcheggiare a Firenze!
Con un giorno qualcosa resta fuori
Anche seguendo questo percorso, ovviamente alcune cose restano fuori. Mancano il Bargello, Palazzo Pitti con il Giardino di Boboli, la Cappella Brancacci e quasi tutto l’Oltrarno, con le botteghe artigiane e piazza Santo Spirito. Sono i posti che di solito consiglio per il secondo e il terzo giorno, e ne parlo nell’articolo su quanti giorni servono per visitare Firenze.
Io la vedo così: un giorno ti fa capire com’è fatta Firenze. Quasi sempre ti fa venire voglia di tornare con più calma.
Se vuoi fare questo giro con qualcuno che ti racconta le storie dietro ogni tappa, puoi prenotare una visita guidata con me. Organizziamo insieme il percorso in base al tempo che hai e a quello che ti interessa di più.


