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Lorenzo il Magnifico a Firenze, dalla via Larga alla Sagrestia Nuova

Storia di Firenze

Tutti cercano la sua tomba tra quelle scolpite da Michelangelo, ma Lorenzo il Magnifico riposa in una cassa di marmo molto più semplice. Ti porto nei luoghi di Firenze dove ha vissuto, dalla via Larga alla Sagrestia Nuova.

Ilaria Billeri

lorenzo de medici firenze

Chi entra nella Sagrestia Nuova di San Lorenzo si ferma subito davanti alle due grandi tombe scolpite da Michelangelo, con le statue del Giorno e della Notte, dell’Aurora e del Crepuscolo. Sono così belle che quasi nessuno si accorge della parete di fronte, dove sotto una Madonna col Bambino c’è una semplice cassa di marmo. Lì dentro riposa Lorenzo il Magnifico, insieme al fratello Giuliano.

Per più di vent’anni, dal 1469 al 1492, Lorenzo de’ Medici è stato l’uomo più potente di Firenze senza mai avere il titolo di signore della città. Governava con la banca di famiglia e con una rete di alleanze che arrivava fino a Roma e a Napoli, mentre nelle magistrature sedevano uomini di sua fiducia. Intanto scriveva poesie e sosteneva gli artisti che hanno fatto la Firenze del Rinascimento.

Quando racconto i Medici durante le mie visite, una delle domande che arriva più spesso è proprio dove sia sepolto Lorenzo il Magnifico. Molti pensano alla tomba con la statua del «Pensieroso», che invece appartiene a suo nipote, un altro Lorenzo.

In questo post ti porto nei luoghi della sua vita, nell’ordine in cui li ha vissuti. Si parte dalla via Larga dove è nato e dalla cappella dove Benozzo Gozzoli lo ha dipinto da ragazzo. Poi il Duomo della congiura, il giardino dove ha scoperto Michelangelo, la villa di Careggi e infine la sua tomba. Prima, però, ti spiego perché lo chiamiamo «il Magnifico»!

«Magnifico» era un titolo che a Firenze spettava a molti!

Se a un fiorentino del Quattrocento avessi chiesto di Lorenzo il Magnifico, ti avrebbe guardato un po’ perplesso. «Magnifico» era una formula di cortesia per rivolgersi agli uomini di rang, e la ricevevano anche altri personaggi in vista della Repubblica, a cominciare dal gonfaloniere di giustizia. Nelle lettere dei contemporanei si legge «il Magnifico Lorenzo», con il titolo davanti al nome come oggi si fa con «dottore» o «onorevole».

Con il tempo l’ordine si è invertito. Storici e scrittori hanno cominciato a scrivere «Lorenzo il Magnifico», e la formula di cortesia è diventata un soprannome, letto come un giudizio sulle sue qualità. A lui, del resto, calza benissimo!

Lorenzo prese in mano Firenze nel dicembre 1469, alla morte del padre Piero il Gottoso, quando aveva vent’anni. In senso formale non fu mai signore della città: la Repubblica restava in piedi con i suoi consigli e le sue magistrature, ma le decisioni importanti passavano da Palazzo Medici. Nella politica italiana gli storici lo hanno chiamato «l’ago della bilancia», perché teneva in equilibrio Milano, Venezia, Napoli e il Papato.

Era anche un poeta, e di quelli bravi. Scriveva sonetti d’amore e canzoni per il Carnevale, che venivano cantate per le strade sui carri dei trionfi. La più famosa è la Canzona di Bacco, che probabilmente hai imparato a scuola: «Quant’è bella giovinezza, / che si fugge tuttavia! / chi vuol esser lieto, sia: / di doman non c’è certezza».

Alla sua corte giravano filosofi come Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, e poeti come Agnolo Poliziano, che fu anche precettore dei suoi figli. Se vuoi conoscere tutta la storia della famiglia, dalle origini fino al declino, trovi il post sulla storia della famiglia dei Medici. Qui seguiamo solo Lorenzo, luogo per luogo.

Lorenzo è cresciuto a Palazzo Medici, in via Larga

Lorenzo nacque il 1° gennaio 1449 nella vecchia casa dei Medici in via Larga, la strada che oggi si chiama via Cavour. Per i fiorentini dell’epoca, però, era ancora il 1448: a Firenze l’anno cominciava il 25 marzo, festa dell’Annunciazione, e lo ha fatto fino al Settecento.

Il grande palazzo che vedi oggi in quegli anni era un cantiere. Lo stava facendo costruire proprio lì il nonno, Cosimo il Vecchio, su progetto di Michelozzo, al posto di alcune case comprate apposta. Come tutti i bambini fiorentini, Lorenzo fu battezzato nel Battistero di San Giovanni, che è anche la prima tappa del mio tour della Firenze medicea.

La famiglia si trasferì nel nuovo palazzo verso la fine degli anni Cinquanta del Quattrocento, e Lorenzo ci passò l’infanzia e tutta la vita adulta. Era la casa dei Medici, ma anche il posto dove si faceva politica: qui venivano ricevuti gli ambasciatori e qui si prendevano le decisioni che poi la Repubblica approvava in Palazzo Vecchio. Nel cortile stava il David di bronzo di Donatello, che oggi trovi al Bargello e di cui ti parlo nel post su Donatello a Firenze.

Quando passi davanti al palazzo, guarda le finestre al piano terra. Si chiamano finestre inginocchiate perché poggiano su due mensole che sembrano ginocchia piegate. Le disegnò Michelangelo nel 1517, quando la loggia d’angolo fu chiusa per volere di Lorenzo duca di Urbino, il nipote del Magnifico, quello della tomba con il Pensieroso.

Nel 1659 i Medici vendettero il palazzo al marchese Gabbriello Riccardi, e la sua famiglia lo ingrandì. Per questo oggi si chiama Palazzo Medici Riccardi: ospita uffici pubblici e un museo che puoi visitare.

Nella Cappella dei Magi lo trovi ragazzo

Al primo piano del palazzo c’è la stanza più preziosa, la Cappella dei Magi. Era la cappella privata della famiglia, progettata anche questa da Michelozzo. Nel 1459 fu affrescata da Benozzo Gozzoli con il viaggio dei Magi verso Betlemme.

Il corteo attraversa un paesaggio di colline toscane pieno di cavalli e animali esotici. Tra i personaggi Gozzoli inserì i Medici e i loro ospiti più illustri. Riconosci Cosimo il Vecchio e Piero il Gottoso, il padre di Lorenzo, in sella a due mule, e tra i dignitari compaiono Galeazzo Maria Sforza e Sigismondo Pandolfo Malatesta. Benozzo ci ha messo anche se stesso, con il nome scritto sul cappello rosso.

Nel 1459 Lorenzo aveva dieci anni. La tradizione lo riconosce nel giovane in abiti dorati sul cavallo bianco che apre il corteo, ma per gli studiosi è al massimo un ritratto idealizzato. Secondo la bizantinista Silvia Ronchey, il vero Lorenzo ragazzo sarebbe invece tra le figure del corteo, voltato di tre quarti.

Cerca anche Giuliano, il fratello minore: è il ragazzo con un leopardo sulla groppa del cavallo. Diciannove anni dopo sarà ucciso in Duomo durante la congiura dei Pazzi. La cappella è piccola e si visita con il biglietto del museo di Palazzo Medici Riccardi, in via Cavour 3.

In Duomo Lorenzo è sopravvissuto alla congiura dei Pazzi

La mattina del 26 aprile 1478 Lorenzo e Giuliano uscirono da Palazzo Medici per andare a messa in Santa Maria del Fiore. Durante la funzione i congiurati, legati alla famiglia Pazzi e a papa Sisto IV, li aggredirono. Giuliano morì sotto i colpi, mentre Lorenzo, ferito al collo, riuscì a chiudersi nella Sagrestia delle Messe, dietro le porte di bronzo di Luca della Robbia.

la congiura dei pazzi

La vendetta di Lorenzo fu durissima, e dopo quel giorno il suo potere su Firenze diventò ancora più solido. Ho raccontato tutta la storia, con i congiurati e i luoghi che puoi vedere oggi, nel post sulla congiura dei Pazzi. In Duomo ti racconto anche quella mattina durante la visita guidata al Duomo di Firenze.

Al Giardino di San Marco Lorenzo ha scoperto Michelangelo

A pochi passi da Palazzo Medici, verso piazza San Marco, i Medici avevano un grande giardino. Lorenzo ci raccolse statue antiche e frammenti di marmo, e lo aprì ai giovani artisti perché potessero studiarli e copiarli. A seguirli c’era lo scultore Bertoldo di Giovanni, che era stato allievo di Donatello, e per questo molti considerano il giardino la prima scuola d’arte di Firenze.

Verso il 1489 arrivò tra quei ragazzi un quattordicenne che veniva dalla bottega del Ghirlandaio: Michelangelo Buonarroti. Il suo biografo Ascanio Condivi racconta che il ragazzo scolpì la testa di un vecchio fauno copiandola da un pezzo antico, ma con la bocca aperta e tutti i denti. Lorenzo, passando, gli fece notare che i vecchi qualche dente lo hanno sempre perso. Appena il Magnifico se ne andò, Michelangelo tolse un dente al fauno e gli scavò la gengiva. L’aneddoto sa un po’ di leggenda, ma rende bene l’idea!

Lorenzo lo prese con sé a Palazzo Medici, dove Michelangelo visse fino alla morte del Magnifico e mangiava alla tavola della famiglia insieme a Poliziano e agli altri ospiti. In quegli anni scolpì la Madonna della Scala e la Battaglia dei centauri, che oggi sono a Casa Buonarroti. Del rapporto tra Michelangelo e i Medici, che non fu mai semplice, ti parlo nel post su Michelangelo a Firenze.

Del giardino oggi non resta nulla. Al suo posto, in via Cavour 57, c’è il Casino Mediceo di San Marco, che Francesco I de’ Medici fece costruire un’ottantina d’anni dopo da Bernardo Buontalenti, lo stesso del gelato Buontalenti. Oggi ospita una scuola dell’Istituto Universitario Europeo. A due passi c’è il convento di San Marco, che Cosimo il Vecchio aveva fatto ricostruire a Michelozzo.

Nella villa di Careggi Lorenzo ha vissuto con i filosofi ed è morto

Fuori dal centro, sulle colline a nord di Firenze, c’è la villa medicea di Careggi. I Medici la comprarono nel 1417, e Cosimo il Vecchio la fece trasformare da Michelozzo nella residenza di campagna preferita della famiglia. Cosimo ci morì nel 1464, e Lorenzo ci passava lunghi periodi, lontano dagli affari di via Larga.

Careggi è legata soprattutto ai filosofi. Cosimo affidò a Marsilio Ficino la traduzione di Platone dal greco e gli regalò una casa vicino alla villa. Intorno a Ficino si formò il gruppo che chiamiamo Accademia platonica, frequentato anche da Lorenzo e da Poliziano. Si ritrovavano per discutere di filosofia, e ogni anno celebravano con un banchetto il compleanno di Platone, il 7 novembre.

Lorenzo soffriva di gotta, la malattia di famiglia che aveva tormentato anche suo padre, Piero il Gottoso. Nella primavera del 1492 le sue condizioni peggiorarono, per un’ulcera alla gamba degenerata in cancrena, e si fece portare a Careggi sperando di stare meglio. Morì nella notte tra l’8 e il 9 aprile 1492, a soli 43 anni.

Intorno a quella notte sono nate diverse storie. Secondo le cronache del tempo, pochi giorni prima un fulmine colpì la lanterna della Cupola e alcuni marmi caddero dalla parte delle case dei Medici, e i fiorentini lo presero come un presagio. La più famosa riguarda però Girolamo Savonarola. Si racconta che il frate, chiamato al capezzale, avesse chiesto a Lorenzo di restituire la libertà a Firenze, e che Lorenzo gli avesse voltato le spalle, morendo senza assoluzione.

Questa versione nasce dai biografi di Savonarola, anni dopo i fatti. Agnolo Poliziano, che quella notte era presente, scrisse invece in una lettera che il frate lo aveva confortato e benedetto, e la maggior parte degli storici considera più attendibile il suo racconto. Il giorno dopo il corpo fu portato in città, nel convento di San Marco, e da lì a San Lorenzo per un funerale semplice.

Oggi la villa appartiene alla Regione Toscana e fa parte delle ville e giardini medicei riconosciuti dall’UNESCO. È in restauro e apre al pubblico solo in alcune occasioni, quindi controlla il sito delle Ville e giardini medicei prima di andare. Se vuoi vedere una villa voluta proprio da Lorenzo, vai a Poggio a Caiano: la fece progettare a Giuliano da Sangallo e la celebrò in un suo poemetto, l’Ambra. La completò il figlio Giovanni, diventato papa Leone X, e oggi è un museo statale.

Lorenzo il Magnifico è sepolto nella Sagrestia Nuova, ma non nella tomba che pensi

Lorenzo fu sepolto nella Sagrestia Vecchia di San Lorenzo, la sagrestia di Brunelleschi dove riposavano i suoi antenati. Lì c’è ancora il monumento di bronzo e porfido che lui e Giuliano avevano commissionato al Verrocchio per il padre Piero e lo zio Giovanni. Per sé, invece, Lorenzo non ebbe mai una tomba all’altezza del suo rango.

Nel giro di pochi decenni la famiglia ebbe due papi: il figlio di Lorenzo, Giovanni, diventato Leone X, e il nipote Giulio, figlio di Giuliano, diventato Clemente VII. Furono loro a commissionare a Michelangelo la Sagrestia Nuova, dall’altra parte della basilica, come cappella funebre della famiglia. Il progetto prevedeva anche un monumento per «i Magnifici», Lorenzo e Giuliano, ma non fu mai realizzato.

Le due tombe monumentali che tutti fotografano sono di altri due Medici. Una è di Giuliano duca di Nemours, figlio del Magnifico, con le statue del Giorno e della Notte. L’altra è di Lorenzo duca di Urbino, suo nipote, seduto con la mano sul mento sopra l’Aurora e il Crepuscolo: per quella posa la statua è detta il Pensieroso. È a questo Lorenzo, tra l’altro, che Machiavelli dedicò il Principe, con le parole «al Magnifico Lorenzo de’ Medici». Capisci bene perché in tanti fanno confusione!

Il Magnifico si trova sulla parete di fronte all’altare, in una semplice cassa di marmo insieme al fratello Giuliano. Le loro spoglie ci furono trasferite dalla Sagrestia Vecchia intorno alla metà del Cinquecento. Sopra la cassa c’è la Madonna Medici di Michelangelo, rimasta incompiuta quando l’artista partì per Roma nel 1534, e ai lati i santi Cosma e Damiano, protettori della famiglia, scolpiti da Montorsoli e da Raffaello da Montelupo.

Le Cappelle Medicee si visitano con un biglietto separato da quello della Basilica, con ingresso da piazza Madonna degli Aldobrandini. Ti porto dentro nella visita guidata alle Cappelle Medicee con giro città, e se vuoi vedere anche la Sagrestia Vecchia c’è la visita guidata alla Basilica di San Lorenzo.

Una passeggiata sulle tracce del Magnifico

Quasi tutti i luoghi di Lorenzo stanno in poche centinaia di metri. Puoi partire da Palazzo Medici Riccardi in via Cavour, risalire la strada fino a piazza San Marco, dove c’era il giardino di Michelangelo, e poi tornare verso San Lorenzo per le due sagrestie. Il Duomo è a cinque minuti a piedi, mentre per Careggi serve un piccolo spostamento fuori dal centro.

Se preferisci farti raccontare tutto da una guida, i Medici sono il filo del mio tour della Firenze medicea. E se ti è piaciuta questa storia, ti consiglio anche La congiura dei Pazzi e la storia della famiglia dei Medici!

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